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Posts Tagged ‘Approfondimenti voip’

La qualità del VoIP

10 Novembre 2007 4 commenti

images1.jpgI fattori che influenzano la qualità di una comunicazione vocale su IP sono molti e su alcuni di essi non è facile intervenire. Il primo elemento da tenere in considerazione è la latenza o delay, ovvero il tempo impiegato dal pacchetto dati per arrivare al nostro interlocutore.

Quando si effettua una chiamata VoIP il dispositivo hardware o il software pacchettizza la voce e la invia al proprio gateway, il nodo di rete a noi più vicino. Questo processo richiede alcuni millisecondi, necessari a comprimere la voce, secondo il codec audio utilizzato, e processare il pacchetto dati nella coda dell’interfaccia di rete.

Dal gateway il pacchetto arriva al nodo di rete successivo e cosi via, fino a giungere al nostro interlocutore: anche per questo processo sono necessari diversi millisecondi dipendenti sia dal numero di nodi attraversati, hops, che dal traffico di rete.

Secondo la raccomandazione ITU G.114, per una buona qualità della voce non si dovrebbe superare una latenza di 150ms: il nostro orecchio infatti non si accorge di poche centinaia di millisecondi di ritardo, ma in presenza di lunghi tempi di latenza i pacchetti potrebbero essere addirittura scartati dalle interfacce di rete, causando fastidiosi fenomeni di “singhiozzo” che spesso rendono una conversazione indecifrabile.

Uno dei fenomeni più fastidiosi, che si accentua in presenza di alti tempi di latenza, è l’eco che può essere dovuto sia a problemi nella parte analogica della chiamata voce che a rientri dell’audio dallo speaker al microfono.(…Continua)

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VoIP: Il Delay

VoIP Delay
Dopo aver analizzato il jitter parliamo di un altro aspetto importante in una comunicazione VoIP che pregiudica la qualità della conversazione.

Il delay è, in questo caso, il tempo impiegato dalla nostra voce per giungere al nostro interlocutore ed è influenzato da diversi fattori:
Delay di propagazione
E’ un ritardo fisiologico, dovuto alla trasmissione dei pacchetti sulla rete ed è solitamente impercettibile all’orecchio umano. Delay di lavorazione
Dovuto ai dispositivi che immettono i pacchetti nella rete che impiegano alcuni millisecondi per pacchettizzare la voce, anche a seconda del codec audio utilizzato.
Delay di coda
Tempo necessario allo smaltimento dei pacchetti nella coda dell’interfaccia di rete che variano in base all’intasamento della stessa.

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I protocolli H323

Stack H323
L’H.323 è una serie di norme emanate dall’ITU (International Telecommunication Union
) che stabiliscono le specifiche per una serie di protocolli utilizzabili per la trasmissione di dati, audio e video su di una rete a commutazione di pacchetto.
L’architettura di un sistema basato su tali protocolli si compone di tre entità:

Terminali
Dispositivo interconnesso alla rete in grado di codificare e decodificare le varie tipologie di dati secondo gli standard ITU.

Gateway
Definito anche come media gateway, è un apparato che permette la comunicazione real time tra i vari terminali.

Gatekeeper
Effettua il controllo dello stato delle comunicazioni in H.323 monitorando le risorse di banda.
Ad ogni gatekeeper viene assegnata una porzione della rete H.323. Prosegui la lettura…


Telefonia tradizionale vs VoIP

centrale.jpgLa rete telefonica tradizionale, detta PSTN (Public Switched Telephony Network), è stata progettata per soddisfare le
esigenze principali della telefonia tradizionale, il trasporto e l’instaurazione della chiamata.
La rete costituita dalle centrali PSTN viene detta rete a commutazione di circuito in quanto allocano, staticamente, le risorse necessarie ad instaurare una comunicazione creando un circuito fisico tra gli interlocutori.
I maggiori vantaggi della rete PSTN sono la garanzia di qualità di conversazione, l’utilizzo di tecnologie stabili e consolidate, la capillarità della rete, in grado di raggiungere tutta la popolazione, ed in fini il maggior know-how del personale addetto alla manutenzione.
Le reti PSTN hanno molti punti sfavorevoli. In primo luogo sono, solitamente, gestite da operatori dominanti, soprattutto perché gli investimenti necessari a realizzare una rete con un esenzione così capillare sono proibitivi. Oltre a ciò l’utilizzo delle risorse non è ottimizzato e l’allocazione statica delle risorse causa un utilizzo inferiore al 50% delle risorse di banda realmente disponibili. Prosegui la lettura…

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Il jitter

Jitter
Relativamente al Voice Over IP (VoIP) per jitter si intende l’arrivo dei pacchetti, che trasportano la voce, in tempi differenti rispetto all’ordine di partenza.
Il fenomeno può essere causato da diversi fattori, come ad esempio la congestione della rete, una larghezza di banda insufficiente o percorsi di rete differenti.
In presenza del fenomeno il flusso audio viene ricostruito in maniera errata e la voce può subire distorsioni talmente marcate da risultare incomprensibile.

Per evitare il fastidioso fenomeno del jitter vengono impiegati buffer che raccolgono i pacchetti e li ricostruiscono nel giusto ordine.

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Come funziona Skype

20 Settembre 2007 1 commento

Skype
Per capire il funzionamento di Skype bisogna prima capire come funziona la tecnologia peer-to-peer (P2P).
In un sistema P2P tutti i partecipanti alla rete si scambiano dinamicamente le informazioni necessarie ad instradare il traffico dati senza la necessità di server centralizzati.

Il P2P sfrutta la banda e le capacità di elaborazione dei singoli nodi della rete e permette di sviluppare applicazioni senza la necessita grossi investimenti per l’acquisto di risorse centralizzate. Prosegui la lettura…


L'evoluzione del PBX

18 Settembre 2007 3 commenti

Il PBX (Private Branch eXchange) è una centrale telefonica per uso privato principalmente utilizzato nelle grandi aziende per fornire un sistema di comunicazione voce interno.
Il PBX è interconnesso alla rete pubblica, chiamata RTG(Rete Telefonica Generale) o PSTN(Post Office Telephone System), attraverso flussi dedicati tramite i quali instrada le chiamate dirette all’esterno dell’azienda.

Vecchio centralinoCentralinoI moderni centralini PABX (Private Automatic Branch eXchange), sono l’evoluzione elettronica della commutazione manuale, in cui l’operatore metteva in comunicazione, manualmente appunto, il chiamante con il chiamato.
In Italia la comunicazione telefonica automatica, senza uso di centralinista, arriva per la prima volta nel 1931 ma la completa automazione delle centrali telefoniche è avvenuta nei primi anni ’70. Prosegui la lettura…

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