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WiFi: La mappatura di Assoprovider

WiFi ZoneAssoprovider ha avviato una mappatura dei Comuni coperti da tecnologia Wireless.
Dai dati raccolti risulta che più del 10% dei Comuni Italiani, molti dei quali soggetti a Digital Divide, sono raggiunti dagli operatori iscritti ad Assoprovider.

Assoprovider sottolinea che per raggiungere questo importante risultato è stata sufficiente la liberalizzazione del WiFi in modalità Ultimo Miglio, eliminando gli inutili vincoli che limitavano la libera iniziativa: questo a testimonianza del fatto che quando la normativa tutela il libero mercato l’imprenditoria sana risponde con le azioni.

Visti i risultati ottenuti Assoprovider auspica che le Autorità valutino seriamente l’ipotesi di rendere unlicensed parte delle frequenze che verranno liberate dall’analogico, favorendo la copertura delle aree pesantemente discriminate dalla mancanza di servizi a larga banda.

I dati sulla copertura sono disposizione nella sezione “Documenti Pubblici” del sito.


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Il Competence Center Microsoft per il VoIP

AssoproviderMicrosoft, durante la presentazione della propria soluzione di Unified Communication, ha annunciato l’imminente apertura in Italia di un proprio Competence Center, tramite il quale, avvalendosi di diversi partner tecnologici, l’azienda di Redmond lavorerà alla diffusione di tecnologie VoIP nelle aziende e nelle PMI.

Al Ministro Gentiloni, dichiaratosi entusiasta dell’iniziativa Microsoft, risponde Assoprovider che si augura una pluralità di fornitori di servizi IP auspicabile solo se lo stesso Ministro interverrà sull’attuazione della numerazione nomadica 55 ferma da più di un anno, nonostante oltre duecento aziende abbiano aderito alla proposta.

Indubbiamente le preoccupazioni di Assoprovider sono ben fondate, infondo, qual’è lo scopo di Microsoft se non vendere il proprio prodotto.

[ via Data Manager ]


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Le TLC in Italia

Assoprovider parla dei problemi delle TLC italiane:

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è , a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito. Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tariffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire.

Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?


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